11 ottobre 2017

I luoghi

Nell’arco di cinque secoli, a partire dal VII sec. d.C., la Calabria si popola di anacoreti e di monaci in ogni angolo sperduto del suo territorio. Tra dirupi scoscesi e grovigli arborei nascono laure, eremi, cenobi e monasteri. Anche il Mercurion (greco Μερχουρίου), un territorio all’interno del Pollino che nell’alto tirreno cosentino corrisponde ai territori attualmente compresi nei comuni di Aieta, Buonvicino, Orsomarso, Papasidero, Scalea, Santa Maria del cedro e Tortora, non rimase fuori da questa migrazione. In Calabria, la presenza dei monaci basiliani è stata di grande importanza non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello economico-sociale. Intorno a loro, infatti, si raccolsero numerose comunità di contadini. Il segno del loro passaggio è invece rappresentato dai numerosi eremi, cenobi e monasteri che sparsero nella regione.